Abiti da Cerimonia GIADA CURTI ATELIER CERIMONIA 2020


GLI ABITI DA CERIMONIA DI QUESTA COLLEZIONE SONO DISPONIBILI NELL’ATELIER DI PONTE BUGGIANESE

Siamo nel 2020 e gli abiti da cerimonia non devono necessariamente essere scontati e tradizionali. Se anche tu la pensi così e sei stanca dei soliti modelli un po’ troppo ingessati, perché non rivolgerti a una designer attenta alla poliedricità di ogni donna e capace, da sempre, di rifuggire l’eccesso di classicità e gli stereotipi? Chissà se il nome della nuova linea Giada Curti Atelier Cerimonia 2020 ti dice qualcosa. Probabilmente sì, perché la stilista cresciuta a pane e alta moda grazie alla nonna Eva si è ormai ritagliata un posto di primo piano nella scena del wedding e dell’Haute Couture italiana e internazionale. Il merito, naturalmente, è anche delle sue rinomatissime gonne dal taglio ampio con le tasche e della serie Resort che, dopo aver rivoluzionato il concetto di eleganza nelle due ultime stagioni, con i nuovi capi improntati agli anni Settanta e allo stile di Monica Vitti promette di dare una svolta alle collezioni cerimonia 2020.

Dopo Frida Kahlo e Jackie Kennedy, un mito del cinema italiano: è un’altra donna forte e straordinaria a ispirare i vestiti da cerimonia 2020 firmati Giada Curti che, ancora una volta, come musa per i suoi modelli, sceglie un’icona di stile ma, soprattutto, il simbolo di una femminilità forte e libera. La stessa condivisa da tutte le esponenti dell’altra metà del cielo, più o meno conosciute e giovani, che la seguono con trepidazione e affetto. Ed è proprio a loro, e a te, che sono dedicati i nuovi design dal gusto dichiaratamente hippie che, come al solito, combinano l’attenzione alle forme con l’esclusività di finiture sartoriali, tessuti preziosi e scintillanti come lo chiffon e il satin e un’estetica unica e di carattere.  A dimostrarlo, tra gli altri, gli abiti da cerimonia spezzati con top all’americana e gonne in paillettes e quelli interi lunghi fino ai piedi, caratterizzati da motivi floreali in colori sgargianti e dalle maniche ampie e velate rubate alla moda dell’epoca della contestazione. Ma i Seventies sono anche il periodo delle fantasie optical e, allora, ecco che le gonne a ruota diventate simbolo della designer si colorano di pattern geometrici triangolari, dell’inossidabile trama chevron e di righe che esplorano tutte le direzioni, incantando e irretendo lo sguardo. Il modo migliore per abbinarle? In realtà, a detta della stessa artefice, la loro versatilità fa sì che gli accostamenti possibili siano infiniti. E se per il prossimo matrimonio è consigliabile impreziosirle con top in duchesse, sandali gioiello ed elementi couture come applicazioni di petali e strass che illuminino il viso, per una visita a Capri basterà metterle con una maglia e un infradito, mentre in città andranno benissimo le camicie millerighe, proposte proprio nelle ultime collezioni cerimonia .

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